Treno e bici per rilanciare la Val Tanaro

Dopo quasi 4 anni di silenzio, lo scorso 3 febbraio 2016 il fischio del treno è tornato a farsi sentire lungo i 35 chilometri di binario che serpeggia attraverso la Val Tanaro, fra arditi ponti, campi, gole, montagne e gallerie.

Da Ceva ad Ormea, presso ciascuna delle 9 stazioncine, accolti da festeggiamenti e prelibatezze locali, si respirava a pieni polmoni l’entusiasmo della popolazione. E’ proprio vero che una cosa manca quando è persa: solo allora se ne capisce l’importanza e ci si cruccia per non aver reagito a tempo debito!

Ma ora, dopo questo primo viaggio di prova del treno turistico, si può guardare al futuro e, proprio in quest’ottica, il “Capitano” Alessandro Zeggio e chi scrive hanno voluto partecipare all’evento in sella alle proprie bici pieghevoli; non per dare un semplice saluto al trenino storico, ma per portare una testimonianza: quella dell’intermodalità bici + treno quale strumento per rilanciare il turismo nella Val Tanaro e per aumentare l’interesse all’uso della sua ferrovia.

Come FIAB Genova non abbiamo voluto mancare a questa occasione, perchè la vicinanza al confine ligure, le straordinare bellezze artistiche, paesaggistiche e gastronomiche fanno della Val Tanaro una meta eccezionale per escursioni con la bici, il mezzo più idoneo a vivere e ad assaporare il territorio.

L’opzione automobile, infatti, oltre che invasiva dei centri storici, è fortemente limitante, perché obbliga a studiare itinerari ad anello, nemici delle libertà di improvvisazione, che riconducano al parcheggio.

Purtroppo la vicinanza con la Liguria è relativa, perché valichi  come il Melogno ed il San Bernardo possono essere impegnativi per il cicloturista medio (più interessato alla scoperta dei luoghi che al “gesto sportivo”) e per i viaggiatori che compiono tour europei con bici cariche di bagaglio.

Tuttavia, seguendo i tracciati delle reti ciclabili che Regione Piemonte e Regione Liguria stanno mettendo a punto, sarà possibile usufruire dei migliori dislivelli del Colle di Cadibona e del Col di Nava, quest’ultimo particolarmente adatto ad integrarsi con la ferrovia Ceva-Ormea.

Treni attrezzati per un trasporto bici agevole ed adatto alle comitive consentirebbero di percorrere la Valle in dolce discesa con libertà di variazioni, in relax,  oppure di soffermarsi più giorni alla scoperta di paesi (o Città, come Garessio) e spettacolari itinerari, anche di mtb.

Insomma, siamo decisamente convinti che l’attuazione di una vera intermodalità treno+bici, che avvicini le bellezze liguri e piemontesi senza invadere il territorio occupandolo di automobili, darebbe alla Val Tanaro enormi soddisfazioni, in primo luogo economiche.

Andrea Casalino

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3 risposte a Treno e bici per rilanciare la Val Tanaro

  1. Franco Ta ha detto:

    temo che l’intermodalita’ per scopi turistici non abbia mercato

  2. dria010 ha detto:

    Il timore sarebbe fondato se i gestori del servizio facessero l’errore di ritenere esaurito il proprio compito facendo stazionare un treno sul binario tronco di Ceva in attesa di persone a piedi o con bici. Un treno turistico non può prescindere da un costante lavoro di promozione, prenotazione e vendita di pacchetti turistici fra i quali possono ben figurare quelli incentrati sul cicloturismo.

  3. Franco Ta ha detto:

    Non si impegnare un treno che pesa centinaia di quintali per trasportare poche biciclette e ciclisti . L’intermodalita’ e’ un’altra cosa: si riferiva in passato al trasporto ferroviario integrato dal trasporto su gomma e marittimo. Anche questa intermodalita’ non si e’ affermata: le autostrade del mare (i traghetti) per gli autocarri a lunga percorrenza, dalla Lombardia alla Sicilia, non ha avuto successo. Del resto se non ci sono merci da trasportare…
    Ma non si tratta solo di mancanza di utenti, proprio non si e’ voluto fare concorrenza alla Societa’ autostrade che guadagna un sacco di soldi e i porti non si erano aperti alla novita’.
    Temo che abbiamo visioni differenti; un conto e’ il diporto, lo svago e un altro conto e’ l’economia, il lavoro (che non c’e’ piu’ per via dell’era post-industriale. L’era postindustriale ha eliminato il lavoro manuale, ripetitivo, senza prevedere un reddito ai disoccupati, cosi’ che la crisi imperversa per la poverta’ dei consumatori)

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