Risposta di Mario Repetto a Stefano Bigazzi

ciclabileXXsett

Gent. Stefano Bigazzi,

in qualità di ciclista urbano e socio FIAB osservo che nel suo graffiante “Post hit” in oggetto già dal titolo sintetizza in modo assai critico due comportamenti scorretti di due ciclisti urbani (meglio, direi, INURBANI) che zig-zagavano in modo “invadente e prepotente” rispettivamente su un marciapiede della stazione Brignole e sotto i portici di Via XX e conclude con l’auspicio che “il Comune oltre ai diritti (i percorsi – spesso disattesi – dedicati a chi pedala) dovrebbe pensare ai doveri, ovvero qualche regola per chi va su due ruote senza cervello.”

Simili episodi di scorrettezza sono cronaca quotidiana di chi si muove in città (*) e purtroppo anche fra i ciclisti, tuttavia, conoscendo la diffusa e strana idiosincrasia nei confronti della bici (al riguardo sarebbe interessante analizzare il perché, e Genova non fa eccezione, anzi, V. polemiche sui quattrini spesi per la ciclabilità, ecc.) è possibile che i fatti suddetti siano stati un po’ enfatizzati.

Ma anche se lei fosse stato testimone diretto, dall’alto della sua esperienza professionale e, penso, visione progressista del vivere civile, forse poteva, pur giustamente infastidito, anziché affondare il bisturi nei confronti di due giovinastri cafoncelli, fare queste due diverse (come vede siamo sempre 2 a 0…) e più ottimistiche considerazioni (il bicchiere “mezzo pieno”…):

1 – a parte il disagio per i pedoni (peraltro rispettati al massimo dai VERI CICLISTI URBANI) i due ciclisti incriminati non hanno causato alcun incidente. (Qual’ora malauguratamente ne accada qualcuno con i pedoni credo non sia mai mortale).

2 – simili fatti di cronaca, le polemiche sulla ciclabile, ecc. sono per contro POSITIVI SEGNALI che anche a Genova, sia pure lentissimamente, ma fortunatamente, stanno aumentando i ciclisti urbani con le ben note e positive ricadute su TUTTI i cittadini (meno auto e meno moto circolanti, meno inquinamento atmosferico e acustico, ecc.).

Poi è ovvio che aumentando i componenti della famiglia aumentino inevitabilmente le pecore nere. Tuttavia per queste le regole già ci sono, ma, anche inasprendole non son certo queste che riuscirebbero a farle venire bianche (le pecore, intendo).

Intanto ci sarebbe bisogno prima di tutto di BUON SENSO e poi, come per tutte le infrazioni, le illegalità, la corruzione, il malaffare, ecc. OCCORRONO EDUCAZIONE (rispetto degli altri) e CULTURA (conoscenza anche delle regole, ma, soprattutto, impostazione di vita su obiettivi meno egoistici e grossolani, ovvero più nobili e più attenti al sociale)

Ecco questo a mio avviso è uno dei GRANDI RUOLI DEI MEDIA, specie di quelli con un’ottica progressista ed ottimistica della realtà.

(*) Un mini esempio: a Brignole davanti all’ingresso del sottopasso Borgo Incrociati sono spessissimo posteggiate malamente moto che ostruiscono il passaggio ai disabili, eppure NON FANNO NOTIZIA, né sono sanzionate….

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