Un nuovo ponte ciclabile sul Bisagno

Un’occasione per riqualificare in chiave ciclistica Ponte Castelfidardo, sul Bisagno?

L’ipotesi di Tursi sul Castelfidardo: “Non è a norma studiamo che cosa fare perchè è fuori legge”

Il ponte Castelfidardo è vitale per la mobilità cittadina, in quanto rappresenta un importante collegamento fra il quartiere di San Fruttuoso – Terralba (e, in genere, la popolosa zona in sponda sinistra del Bisagno) e Brignole.

Tale ponte oggi  costituisce un problema per chi si sposta in bicicletta, sia in caso di forte traffico, perché il ciclista è costretto a passare nello stretto della auto in coda, sia nella sua connessione con la viabilità di via Canevari, via Moresco e corso Montegrappa.

In pratica, con la complicità del tunnel pedonale di Borgo Incrociati interdetto al transito, quindi anche alle bici, rappresenta un disincentivo a raggiungere Brignole sulle due ruote pulite.

Per questo ritengo che la  sua ricostruzione rappresenti un’imperdibile occasione per creare un collegamento ciclabile sicuro fra San Fruttuoso e la stazione FS di Genova Brignole, nonché fra le due sponde del Bisagno.

Tengo a far presente che il percorso ufficiale del Bike to Work Genova , che parte da Struppa, è stato limitato a piazza Manzoni poiché non sembrava opportuno consigliare ufficialmente agli utenti provenienti da Corso Galliera un percorso poco sicuro, anche se “legale”, che li conducesse verso Brignole.

l Municipio III Bassa Val Bisagno ed il Comune di Genova sapranno sfruttare questa occasione per migliorare la vivibilità?

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2 risposte a Un nuovo ponte ciclabile sul Bisagno

  1. anemmuinbiciazena ha detto:

    Già che si deve rifare penserei a ricostituire il Sant’Agata ed a renderlo ciclabile.

  2. dria010 ha detto:

    L’antico ponte di Sant’Agata, ricostruito ed aperto al transito pedonale e ciclabile, costituirebbe sicuramente un ottimo collegamento, anche solo per il fatto che renderebbe più breve il percorso a piedi per raggiungere le fermate bus della Val Bisagno. Sarebbe anche bello collegarlo direttamente a Borgo Incrociati (dove un vicolo di collegamento con via Canevari è costruito sull’estradosso di una antica arcata), anche se non vedo semplice realizzare in quel punto un attraversamento ciclo-pedonale che favorisca il percorso più diretto. Anni fa era stato presentato un progetto di ricostruzione, ma non ricordo da chi.
    Detto questo, l’attenzione posta sul Castelfidardo non è dovuta a disattenzione per il Sant’Agata, ma all’oggetto dell’articolo pubblicato su Il Secolo XIX, in cui è scritto che lo storico ponte non costituisce un problema per le alluvioni. Il fatto di non rappresentare un problema grave ed urgente, temo, non aiuterà a trovare in breve tempo finanziamenti. Il Castelfidardo, invece, rappresenta sì un pericolo grave ed urgente e, allo stesso tempo, è un collegamento vitale per la mobilità. Per tale motivo, penso, dovrebbe essere “più semplice” trovare le risorse per ricostruirlo, possibilmente con soluzioni architettoniche che prevedano percorsi sicuri e separati per la persona a piedi e per la persona bici, nonché valorizzazione paesaggistica.

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