1 marzo: sulla ciclabile Genova – Savona per la Giornata delle ferrovie dimenticate

GE SV pieghevole singolo bassa

Chi ha partecipato il 1 marzo 2015 alla pedalata in occasione della Giornata delle ferrovie dimenticate, non solo ha attraversato tratti bellissimi della riviera del Beigua, ma ha anche scoperto un modo dimenticato, di quelli che poi restano dentro, oltre i pedali: è il sogno (possibile) di una ciclabile Genova – Savona.

Molti si chiedono che cosa ci sia da esplorare ancora sulla costa, dove il traffico e la fretta riducono tutto a ciò che si può vedere dal piccolo schermo del finestrino di un’auto.
Invece, e la giornata di ieri ne è la dimostrazione, basta uscire delle strade battute, saltare la traccia dell’Aurelia e percorrerne una poco distante, magari parallela, come una ex ferrovia che è diventata pista ciclabile (o che lo sarà) per accorgersi che c’è ancora molto della nostra Liguria da scoprire, da esplorare, da valorizzare.

La pedalata è cominciata a Voltri. Lì si è arrivati in treno, in qualche modo: il regionale delle 9.10 traboccava di biciclette. Tanto per ricordare alle Ferrovie che noi amanti della bicicletta ci ricordiamo sempre di loro: forse sarebbe il caso di mettere più vagoni per le
bici, almeno la domenica.

Da Genova Voltri, trasferimento ad Arenzano per imboccare il tracciato di ciclabile lungo 4 km che collega Cogoleto e Varazze. E’ una linea ferroviaria litoranea già dismessa negli anni 50 che è stata trasformata in bel percorso ciclabile. Chi ama la bici senza fatica la conosce bene: quel tracciato permette di by-passare la salita della Colletta di Arenzano, corta ma fastidiosamente trafficata.
Al termine del tracciato, all’imbocco con l’Aurelia, gli amministratori “illuminati” di Cogoleto e Arenzano ci hanno parlato dei loro progetti per rendere ancora più ciclabile il loro territorio e quello successivo, la Varazze – Celle Ligure. Primo fra tutti un cartello, a Cogoleto, che vieta le bici in passeggiata, per cui le bici devono spostarsi sull’Aurelia.

Il modello è quello della ciclabile Area 24, realizzata sul vecchio percorso della linea Genova – Ventimiglia, un’infrastruttura che ha cambiato l’aspetto e sta cambiando l’economia del ponente ligure (finalmente in positivo).

A Varazze, con un accesso un po’ scomodo, si entra in un’altra ciclabile. La bellezza del percorso è tale da far dimenticare momentaneamente le “barriere architettoniche”: basta davvero poco, la fatica più grande si fa con l’ANAS, che spesso fa orecchie da mercante.

Il tracciato si snoda nel territorio del comune di Varazze, attraversando la zona dei Piani d’Invrea e dei Piani di San Giacomo.
Alla nostra sinistra, procedendo verso ponente, si attraversano scogliere e calette, cui si accede da pertugi che paiono segreti. Siamo sull’isola dei ciclisti.
Poi cominciano i bar e i servizi, per chi vuole prendersi un caffè o leggersi tranquillo il giornale. Varazze, con il suo centro roboante e le auto dei turisti è lontana, Celle è a due passi.

Attraversiamo due gallerie aperte solo per noi. Prima ci passava il treno, ora sarebbero perfette per continuare il percorso ciclabile.
Ma la vera sorpresa sta nel mezzo: ci mostrano la vecchia colonia bergamasca di Celle Ligure.
Nata nel 1895 per (come da statuto) “favorire i bambini e le bambine nella cura preventiva più efficace contro quelle disposizioni morbose che ne inceppano il loro sano ed integro sviluppo” e con lo scopo “di agevolare in modo economico e conveniente i fanciulli e fanciulle di famiglie povere e poco agiate”. Divenne un luogo frequentatissimo, pieno di bambini che arrivavano addirittura con «treni speciali che in meno di 5 ore trasporteranno i bambini da Bergamo alla predella di arrivo ai piedi dell’Ospizio”, nella piccola stazione della colonia.

Da due anni tutta la proprietà è completamente dismessa, il bosco intorno si sta riprendendo tutto. Ma, in giro, si trovano ancora numerosi giocattoli: macchinine, bambole, secchielli, pupazzi, come se i bambini li avessero lasciati lì, fuggiti, spaventati da qualcosa. O qualcuno.
C’è una statua nel bosco, che rappresenta la figlia del direttore, Andreina, una bimba bellissima morta in tenera età. A questa statua, non si sa perchè, manca un piedino. Si dice i piccoli ospiti, la notte, si sentissero tirare le dita: era Andreina che cercava il suo piede…
Nonostante la leggenda, dispiace vedere oggi così abbandonato un luogo che un tempo traboccava di vita.
Chi volesse leggerne la storia a trova qui.
Qui invece il bell’articolo di Giulia Cocchella su  A Ruota Libera.

La nostra gita è proseguita con una ricca colazione a Celle Ligure e poi verso Savona, sempre alla ricerca di tratti ciclabili o “da ciclare” con piccoli interventi.
La manifestazione, dice Giorgio Ceccarelli, tra i responsabili dell’organizzazione, verrà ripetuta nella primavera dell’anno prossimo, con la speranza di poter già pedalare sui tratti in cui a breve inizieranno i lavori.

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5 risposte a 1 marzo: sulla ciclabile Genova – Savona per la Giornata delle ferrovie dimenticate

  1. giorgioceccarelli1 ha detto:

    Grande giornata davvero, solo peccato che ancora una volta il Comune di Genova e il Municipio del Ponente fossero completamente assenti.
    Questi, a differenza degli altri Comuni che sono più svegli, proprio non capiscono che la bicicletta è una risorsa per l’economia e il turismo del territorio che amministrano.
    Continuano a recitare la storiella che Genova è difficile e si girano dall’altra parte.

  2. Romolo ha detto:

    Io credo che quella di una ciclabile (ciclovia) da Genova a Savona debba diventare una delle nostre battaglie dove investire. Il terreno è fertile, almeno tra i comuni che stanno in mezzo. Se la cosa si sviluppa e l’utenza aumenta finisce che poi anche i due capoluoghi finiranno per crederci.

  3. dria010 ha detto:

    Purtroppo mi sono perso questa bellissima escursione. E’ proprio vero che solo la bici permette di scoprire le parti migliori della Liguria!

  4. Luisa ha detto:

    sì, veramente una bellissima iniziativa e una giornata riuscita, noi eravamo tanti e siamo stati accolti con entusiasmo !
    Anch’io sono convinta che prima o poi Genova capirà, speriamo che non arrivi troppo tardi, quando le risorse sono ormai finite, assorbite dagli altri Comuni che si stanno muovendo compatti verso la mobilità nuova e un turismo vincente.
    Savona invece sta facendo molto sulla mobilità ciclistica, quindi siamo ottimisti !

  5. enzo ha detto:

    Cosa mi sono perso! spero che ripeteremo l’uscita al più presto. Mi consolo solo pensando
    che, come dice Dria, ogni uscita è una nuova scoperta: una ruota di bicicletta per divertirsi, una ruota di bicicletta per stare assieme e un manubrio per esplorare il nostro bellissimo territorio

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