La Draisina

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Avete presente quando vedete un bimbo impegnato, con quella piccola bicicletta di legno, a trovare un equilibrio, magari sbandando, sicuramente dimenando le gambe, ma comunque con le mani ben salde al manubrio? Ecco quel bambino fa lo stesso gesto che I nobili tedeschi di inizio ottocento fecero a loro volta. Perchè quel biciclo dei bambini ricorda veramente la draisina.

Come visto l’epoca della Rivoluzione francese modificò per sempre la mobilità. 26 anni dopo, nel 1817, quando ormai eravamo in piena epoca della Restaurazione, un aristocratico tedesco, dal nome di Karl Christian Ludwig von Drais, migliorò il celerifero inventando quella che viene comunenmente chiamata la Draisina. L’anno prima, il 1816, viene ricordato come l’anno senza estate. Il freddo non permetteva di avere il cibo per I cavalli, per questo gli allevatori li dovevano sopprimere. E la draisina avrebbe dovuto sostituire proprio I cavalli.

Von Drais chiamò la sua macchina Laufmaschine, macchina da corsa (nella foto quella del museo della bicicletta di Novi). Rispetto al celerifero Von Drais apportò una sostanziale modifica: lo sterzo; altre ve ne furono, come un appoggiapancia per agevolare la spinta. Si potevano trovare quelle con la campana di bronzo, per avvertire I passanti (antenato del campanello). Essa venne presentata dal suo inventore nelle maggiori capitali europee. A Parigi venne chiamata Draisienne, a Londra Hobby Horse, cavallo da divertimento. In pochi anni la febbre degli hobby horses contagiò l’alta società inglese. Ebbe successo e venne esportato in America del Nord e Belgio. Vennero montati, per renderla sempre più comodo e funzionale, un sellino di pelle, il contachilometri e il riposagomiti.

Nel 1819 arrivò in Italia. Un bando della Direzione Generale della Polizia di Milano datato 8 settembre 1819 “Avendo così dimostrato che il correre dei così detti velocipedi può riuscire pericoloso ai passeggeri, la Direzione Generale suddetta ordina, è probito girare nottetempo sui velocipedi per le contrandere e per le piazze interne della città. E’ tollerato però il corso dei medesimi sui bastioni e sulle piazze lontane dall’abitato. I contravventori saranno puniti con la confisca della macchina.”

Tuttavia la macchina presentava dei problemi, facili cadute dovute e slittamenti e il fatto che le suole delle scarpe si consumassero molto rapidamente.

Aspettiamo infatti I pedali…..

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Una risposta a La Draisina

  1. giarevel ha detto:

    ehi, ma la facevano da cronometro? E la Draisina foldable?

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