Cibi e Bici. La sostenibilità si mangia

Non avete scuse: le bietole, così come i porri, sono tra le verdure più facili da trasportare in bicicletta perché non richiedono nemmeno che abbiate le sacche, è sufficiente un comune portapacchi, inoltre vi danno quell’aria da guerriglieri del verde che vi conquisterà (o alienerà per sempre!) le simpatie del vicinato.

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Se poi la verdura la comprate con il Cammello della Spesa, tanto per fare un esempio, la vostra torta di bietole sarà ancora più sostenibile e voi meno bietoloni. Quindi, caricati gli ingredienti, pedalare a casa!

La ricetta che vi propongo rispolvera in parte quella della Gattafura, che sta alla torta di bietole come l’Australopiteco all’Homo Sapiens: antichi tutti e due, ma il primo più dell’altro. La Gattafura (chiamata così perché le gatte volentieri la “furano e vaghe ne sono”, come ci informa Ortensio Lando nel suo Commentario del 1548) si preparava nelle cucine genovesi del ‘500, sempre con un occhio al gatto di casa, e la sua caratteristica principale sta nel fatto che le bietole non vengono cotte in precedenza, ma disposte a crudo sulla sfoglia (cuoceranno a vapore all’interno della doppia sfoglia).

Ecco gli ingredienti: un bel mazzo di bietole, un panetto di tofu (al posto della tradizionale quagliata), un porro o una cipolla, 250 g di farina, olio e sale.

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La sfoglia si fa aggiungendo alla farina olio e acqua (in tutto circa mezzo bicchiere), va divisa in due parti e deve riposare circa due ore. Lavate le bietole, asciugatele bene e affettatele a striscioline, tagliate a rondelle il porro e mettete il tutto sulla sfoglia ricavata dalla prima metà della pasta, aggiungendo un po’ di sale. Coprite con il tofu precedentemente frullato a crema. Stendete l’altra sfoglia, o anche due-tre se siete brave massaie (sette-otto se siete della generazione di mia nonna, altrimenti non sforzatevi: sono limiti genetici).

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La torta di bietole, così come quella di riso, erano il tradizionale pasto d’asporto e sono un ottimo sostituto del panino per un’uscita in bicicletta, specialmente nella versione ideata dalla signora Francesca, mamma di Valeria, che cura il catering delle nostre gite! Si fanno dei cerchi di pasta un po’ più piccoli, si riempiono di verdura e si chiudono a mezzaluna (in questo caso è più agevole cuocere porro e bietole in anticipo). Con le dosi indicate sopra dovreste ricavare due o tre “panzerotti” di bietole.

Valori nutrizionali a spanne: carboidrati? presenti! proteine? presenti! vitamine A e C? eccole! Altri valori: avete lasciato la macchina a casa e le mucche in santa pace.

Alla prossima ricetta!

Giulia Cocchella

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3 risposte a Cibi e Bici. La sostenibilità si mangia

  1. Stefano ha detto:

    Brava Giulia, lei si che se ne intende !

  2. giarevel ha detto:

    Buona, solo a pensarci vien fame!
    Posso suggerire la sua variante brigasca, la “turta d’patacche”: si mettono patate tagliate a fette e crude sullo sfondo, poi si fa il soffritto di bietole e porri, infine sopra la ricotta. Le bietole vanno messe quasi crude, a cuocerle sarà il vapore delle patate 🙂

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