Comprare in bici a Genova

Leggo qua e là, specie su alcuni ‘gruppi’ di Facebook, commenti che rivelano un grande timore verso pedonalizzazioni e riduzione del traffico. Molti degli autori sono piccoli commercianti che, in maggiore difficoltà a causa della crisi e del proliferare di centri della grande distribuzione, temono di perdere clienti. Come biasimarli? Quando il futuro è (estremamente) incerto, si tende a conservare quello che si ha, ad esempio la parte di clientela che si muove in auto. Ma è davvero così utile rimanere ancorati ad un sistema di trasporto sempre più costoso ed erosivo del reddito disponibile?

Le personali esperienze di automobilista, prima, e di ciclista urbano, dopo, mi raccontano che, quando andavo a comprare in auto, nella scelta del negozio ero condizionato dalla presenza di un parcheggio a disposizione, per cui alla fine prediligevo i centri commerciali. Una ‘comodità’ che pagavo, perché: 1) consumavo carburante per coprire diversi chilometri; 2) pagavo il pedaggio dell’autostrada; 3) compravo più del necessario per sfruttare al massimo il viaggio e giustificare la spesa in benzina. Nel frattempo le mie visite ai negozi del quartiere si limitavano all’acquisto occasionale, ad esempio al latte per la colazione, perché quello in frigo era scaduto.

In sella alla bici, invece, insieme a tante strade secondarie prima sconosciute, ho scoperto due cose: l’esistenza di molte vetrine interessanti e l’estrema libertà di soffermarsi davanti a quelle che attirano la mia attenzione. È sufficiente segnalare con il braccio l’intenzione di accostare, fermarmi e mettere il cavalletto. Non è libertà questa? Non è meglio spendere 20 euro in un negozio di quartiere per acquistare qualcosa che mi piace o che mi serve piuttosto che per bruciarli, nel vero senso della parola, in carburante? Insomma: da quando vado in bici privilegio nettamente di più i piccoli negozi. Faccio girare l’economia nostrana, non quella dei petrolieri!

Ma i vantaggi non sono solo economici: grazie alla bici non so più che cosa siano le mani ‘segate’ dalle borse della spesa! Se con la bici tradizionale ero un po’ condizionato dalla capacità del portapacchi, con quella pieghevole, ora, ho acquistato maggiore comodità grazie alla possibilità di agganciare direttamente la sporta al manubrio, peraltro senza incidere negativamente sulla manovrabilità ma, anzi, migliorando l’aderenza della ruota anteriore in discesa. Già: la discesa. Un bel trucco per comprare a Genova è individuare non solo i negozi in base ad un criterio di convenienza economica e di qualità, ma anche di quota altimetrica… Hai capito bene: quota altimetrica. Trovare un negozio situato ad una quota più elevata rispetto alla propria abitazione significa raggiungerlo con bici leggera, perché priva di carico, e rincasare con borse della spesa belle cariche… ma aiutati da Newton! :-). Trucco ampiamente sperimentato con grande gioia e soddisfazione a San Martino – Sturla (compri a San Martino e scendi a Sturla bassa). Provare per credere! 🙂


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