Trofeo Tartaruga 2012 in bici pieghevole

Quale partecipante all’edizione genovese del Trofeo Tartaruga 2012, ammetto che la volontà di non arrivare dopo auto o scooter possa aver indotto i ciclisti a tenere ritmi di pedalata più spinti rispetto a quanto farebbe un ciclista urbano diretto in ufficio, dove non è indicato presentarsi marci di sudore. Tuttavia, visti i pesanti ritardi accumulati dagli altri mezzi in gara, si può affermare che la bici avrebbe vinto comunque, anche con andatura tranquilla. Infatti, in sella alla mia ‘pieghevole’, consapevole dell’improbabilità di una vittoria a causa dell’itinerario poco adatto alle caratteristiche di questo tipo di bici, forzando meno degli altri sono arrivato sul binario vestito da ufficio in condizioni decenti. Anzi, se l’arrivo fosse stato un luogo di lavoro avrei potuto darmi una rinfrescata anche solo con delle salviette (sono comunque consapevole che ognuno suda in quantità diversa).

Nella seguente mappa potete vedere l’itinerario che ho seguito.

 Il percorso non era a misura di bici (lunghezza superiore di due – tre chilometri a quella media di tre – quattro chilometri in cui, a mio parere, la bici tradizionale può essere competitiva a Genova rispetto agli altri mezzi di trasporto; abbondanza di tratti di strada rettilinei in cui i mezzi a motore sono più performanti) e l’ intermodalità bici + treno era preclusa da orari non favorevoli rispetto all’ora di partenza, nonché dall’ubicazione della tappa intertempo (San Lorenzo). Tuttavia non ho rinunciato più di tanto alle mie abitudini: ho privilegiato le strade con meno traffico, rispettato i semafori ed i pedoni. Per un successo a tutti i costi avrei potuto benissimo ripercorrere in discesa via San Lorenzo e dirigermi verso la stazione di Genova Principe passando da via Gramsci, praticamente rettilinea e con pavimentazione ‘scorrevole’, ma a quale prezzo per i polmoni? Senza derogare alle (sane) abitudini, ho piuttosto preferito attraversare il centro storico passando da via di Scurreria, Campetto, piazza delle Vigne, piazza Posta Vecchia, piazza della Meridiana. Insomma, luoghi dove la non invasività della bici aiuta a respirare la Genova più autentica.

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Purtroppo devo sottolineare che il problema che maggiormente ha inciso sul tempo finale è stato il traffico in quella che dovrebbe essere la ZTL di via Cairoli e in via Balbi.

E nel resto del percorso, come è andata? Allora… Lo ‘start’ era fissato a Fiumara, davanti al centro commerciale. Il primo incontro con il traffico è stato in via Pacinotti, strada a traffico intenso e molto inquinata, specie presso il semaforo con via Molteni e via Sampierdarena. Spingere sui pedali in quel punto è privo di senso: occorre fare poca fatica per non respirare profondamente. La leggera discesa aiuta a moderare gli sforzi sfruttando al massimo ogni singola pedalata. Per fortuna ho trovato il semaforo verde, per cui non sono stato costretto a fermarmi e sono riuscito ad imboccare via Sampierdarena subito. Lì il traffico è meno intenso e disposto su una sola corsia (rilevo che questo possa essere favorito dalla disposizione irregolare dei parcheggi e dalla presenza di passi carrabili e strade laterali che non incentivano le alte velocità). Ho mantenuto la distanza di sicurezza dalle auto parcheggiate sulla destra ed una traiettoria il più possibile lineare, inoltre nei punti più stretti mi sono portato più al centro per disincentivare sorpassi azzardati ed essere pienamente visibile. Poi sono passato per via Pietro Chiesa e via delle Fiamme Gialle, strade a scarsissimo traffico, per dirigermi in via di Francia ed inserirmi in via Ballaydier. Quest’ultima, scarso traffico a parte, per degrado urbano e sociale non è una strada gradevole, ma permette di evitare una rotatoria ed il passaggio sotto la sopraelevata, dove si è sottoposti ad una ‘doccia’ di smog e polveri. Poi ho percorso in discesa via Milano fino al tratto di percorso ciclabile (ovviamente ingombro di auto) e da lì, utilizzando la breve rampa di scale (la bici pieghevole è facile da sollevare), mi sono portato nella sottostante strada portuale per sbucare, dopo facile e veloce rettilineo, alla Darsena. Di seguito ho sfruttato il (ridicolo) percorso ciclabile per arrivare in pochi minuti alla base della salita di via San Lorenzo, percorsa sfruttando la canalina dell’acqua piovana per fare meno fatica. Dopo questa tappa, come detto prima, ho attraversato il centro storico per arrivare in piazza Acquaverde, entrare nella stazione di Principe con bici al seguito e giungere direttamente sul binario 19, dove era in sosta il Treno Verde di Legambiente. Anche lì il poco peso della bici pieghevole mi ha agevolato nel salire le scale.

NB La descrizione del percorso fatto non ha valore di indicazione ufficiale, pertanto chi intende ripercorrerlo (specie nella parte portuale) lo fa sotto propria esclusiva responsabilità.

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2 risposte a Trofeo Tartaruga 2012 in bici pieghevole

  1. ubaldo garibaldi ha detto:

    Come si fa a passare dentro il porto? Non ho capito.
    Ciao

    • dria010 ha detto:

      Purtroppo su Google Street View non c’è modo di mostrarti l’ingresso, perché ci sono immagini vecchie. Comunque… Hai presente il percorso ciclabile che passa davanti al Terminal Traghetti? Lo segui finché costeggia la piazza, poi, prima che prosegua verso sinistra sul marciapiede, scendi dalla bici. L’accesso della scala che scende a livello banchina è proprio davanti a te. Sono due brevi rampe. Tieni presente, però, che non è un percorso ufficiale, per cui lo si percorre sotto propria responsabilità:-)

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