Il gelo nella città, il caldo nel ciclista

Temperatura rigida, pedoni che battono i denti, automobilisti con riscaldamento a mille nei loro abitacoli. Che pena! 🙂 Ed il ciclista? ‘Poverino, non avrà freddo?’, si sente spesso dire… Beh, esperienza dice che poche pedalate sono più che sufficienti a mantenere un buon calore interno e a far circolare il sangue; più che altro è utile non fare i fighi senza berretto (si può vincere una sinusite) e proteggersi le mani con guanti seri (non in pelle di topo). Non prevedendo incontri erotici in ufficio, una calzamaglia sotto ai pantaloni risulterà invisibile e farà stare da dio tutto il giorno.

Scarpe ‘buone’: che fare? Il sale, la neve fradicia e sporca possono essere letali per la scarpa in sé e per la propria presentabilità… specie se la professione impone un aspetto curato. Ho provato dei proteggi calzature in plastica che fasciano completamente il piede (riparandolo anche dal vento) e che hanno una suola zigrinata utile sul ghiaccio. Arrivati a destinazione si tolgono facilmente e stanno nella borsina della bici.

Ed il ghiaccio? in bici non sarà pericoloso? Sì, ma non più che con altri mezzi. In particolare presto attenzione a non toccare mai il freno anteriore, a rallentare la ruota posteriore senza mai bloccarla e, ancor più del solito, a guardare lontano per prevedere gli ostacoli ed evitare frenate improvvise. Non avendo pneumatici tassellati come su una MTB, ne riduco leggermente la pressione per avere maggiore aderenza. Inoltre, ancor più del solito, cerco percorsi alternativi meno battuti dagli automezzi: preferisco condizioni peggiori della strada al rischio di essere esposto a frenate improvvise per colpa di incapaci al volante o, peggio, di rimanere coinvolto in cadute o slittamenti altrui.

E le salite? Dove si ferma il SUV la bici avanza: provare per credere! Inserisco una marcia molto leggera, mantengo una pedalata fluida ed evito come la peste scatti che farebbero slittare la ruota.

Incredibile a dirsi, anche con la bici pieghevole non mi trovo male, anzi: consente di ridurre rapidamente l’altezza del sellino e, in discesa, di avere un baricentro più basso, cosa utile per avere maggiore stabilità e per poter mettere più facilmente i piedi a terra in caso di scivolate.

Certo, non è il massimo circolare con il gelo, ma quant’è bello non rifiutare o negarsi dolci, polenta con salsiccia o ricoperta di formaggio? Dopo il pedale… polenta al cinghiale, dopo il volante dieta costante 🙂

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4 risposte a Il gelo nella città, il caldo nel ciclista

  1. lukin0 ha detto:

    Aggiungo che – aldilà dell’assoluta mancanza di sensi di colpa che si ha nel rimpinzarsi dopo – pedalare a queste temperature è davvero energizzante.

  2. Roberto Camera ha detto:

    Basta non pranzare sull’isola delle chiatte col vento e -2°….
    🙂

    • dria010 ha detto:

      Eh eh.. esperienza memorabile! Per fortuna sono bastati pochi minuti di bici per riattivare la circolazione e raggiungere l’isola pedonale di via alla Porta degli Archi per un buon caffé anti collasso 🙂

  3. anemmuinbiciazena ha detto:

    macchè pranzare! due cucchiai di miele, biciclettata a 25 km/h da brignole a Boccadasse, bagno in mare ancora riscaldati dal giro, asciugatura veloce, rientro. E il freddo è solo un’impressione: il tutto in un’oretta! Zena è il top!

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